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mercoledì 20 marzo 2013

" La via della croce": intervista a Daniele De Martino


Un appuntamento da non perdere durante la Settimana Santa. Una tradizione che va avanti da tredici anni.
“La via della Croce” ripercorre le tappe fondamentali della passione di Cristo.
La manifestazione che si svolgerà il prossimo 25 marzo, lungo le principali strade di Meta, è entrata nel cuore di tutti i cittadini della Penisola Sorrentina e dei tantissimi turisti che vengono a villeggiare qui.
Con Daniele De Martino, uno degli organizzatori de "La via della Croce", parliamo delle difficoltà logistiche e organizzative.
Come mai la vostra manifestazione si svolge ogni due anni?
“Essenzialmente per motivi organizzativi ed economici. Infatti non è semplice per una piccola associazione gestire una folla di personaggi, vestita rigorosamente in costumi d'epoca, e cucirne gli abiti”.
Quali sono i momenti salienti della manifestazione?
“Sono i quadri viventi delle scene della vita di Cristo: l’Orto degli Ulivi, il Cenacolo, il Sinedrio, il Pretorio, la Crocifissione, il Santo Sepolcro. Inoltre, quest'anno e per la seconda,  realizzeremo anche la Resurrezione di Gesù”.
Siete in  competizione con le altre processioni della Settimana Santa?
“No. La nostra è la riproposizione storica degli ultimi giorni di vita di Cristo. Inoltre diamo grande spazio ai simboli della tradizione cristiana”.
Quanti sono i partecipanti?
“Più di centosessanta”.
Ci sono animali?
“Abbiamo i cavalli montati dai soldati romani e i cani, cioè i mastini napoletani”.
Quanto tempo occorre per preparare una scena?
“Occorrono tanto tempo e passione. La scenografia più complicata è quella relativa al Pretorio. Comunque cominciamo a montare i palchi il giovedì, cioè alcuni giorni prima della nostra rappresentazione”.
Quali sono le finalità?
“Quella di far vivere gli ultimi momenti della vita di Cristo e di riflettere sul suo significato umano e religioso”, conclude Daniele De Martino.
 Ludovica De Martino, Chiara De Gennaro, Mayra De Simone e Giuseppe Starace

lunedì 28 gennaio 2013

Intervista al prof. Raffaele Russo, nuovo Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo "Buonocore-Fienga"


 Dalla parte dei ragazzi 
"La scuola siamo noi"

Cambio della guardia all’Istituto Comprensivo “Buonocore-Fienga”. Andato in pensione il direttore Antonio D’Alterio, a fine agosto dello scorso anno, è subentrato come nuovo Dirigente scolastico il professore Raffaele Russo. Metese, estremamente determinato e felice di guidare la nostra scuola, l’abbiamo intervistato per conoscere il suo pensiero ed apprendere i nuovi progetti che intende realizzare.
Da quanti anni lavora nel mondo della scuola?
“Dal lontano 1987 e per cinque anni sono stato un insegnante precario. Poi nel 1992 sono diventato docente di ruolo.”
Da quanti anni fa il preside e prima di Meta dove è stato?
“Da cinque anni ho intrapreso la mia carriera di dirigente scolastico e siccome amo mettermi sempre in gioco, dopo vent'anni d’insegnamento, ho deciso di sperimentare questa nuova avventura. Comunque nel 2008/09 sono stato preside in Abruzzo, poi dal 2010 e fino allo scorso anno sono stato dirigente scolastico  ad Agerola; ora sono felicissimo di essere qui a Meta.”
Lei da ragazzo che rapporto aveva con i suoi insegnanti,  con il suo preside e qual era la sua materia preferita?
“Ho frequentato la scuola elementare qui nelle vostre aule e successivamente le scuole medie a palazzo Fienga, con la preside Maresca. In terza media invece sono stato fra i primi studenti a trasferirsi nell’attuale sede. Avevo un buon rapporto con tutti. La mia materia preferita era la matematica.”
Lei da ragazzino com’era. Era ribelle, ubbidiente … ?
“Ero timido ed ubbidiente, ascoltavo gli adulti e cercavo di imparare da loro, qualche volta ho provato ad essere ribelle ma non è nella mia natura.”
Lei da piccolo ha frequentato un corso P.O.N. di giornalino?
“No, non ho avuto la fortuna di frequentare un corso P.O.N. come voi adesso. Se ce ne  fosse stata  l’opportunità, sarei stato davvero contento.”
Come mai ha deciso di abbandonare la professione di docente per la carriera di dirigente?
“La mia filosofia di vita si basa sul mettersi sempre in gioco, dato che quando faccio la stessa attività per troppo tempo rischio di annoiarmi. Nel 1996 sono stato eletto vicepreside, sebbene non avessi dato la mia disponibilità. Poi nel 2004 ho deciso di intraprendere la carriera di dirigente ed eccomi qui a Meta.”
Quale lavoro avrebbe voluto svolgere se non avesse fatto il preside?
“Avrei voluto fare il falegname che è il mio hobby preferito. Ho scoperto questa mia passione quando frequentavo le scuole medie con il maestro Angelo Gaeta, il quale ci faceva lavorare il legno in classe e mi sono appassionato a questa attività.”
Un preside metese in una scuola metese; è tutto rose e fiori?
“ Sì, anche se, come sappiamo, le rose nascondono qualche spina, ma io indosso i guanti e vado avanti.”
Quali progetti intende realizzare per migliorare il nostro Istituto?
“In realtà non intendo realizzare molti progetti, solo pochi ma buoni e questi devono essere realizzati mettendo gli alunni al centro dell’attività.”
Il suo è un lavoro faticoso da non dormire la notte?
“Fortunatamente no. In genere quando vado a letto porto con me tutti gli impegni della giornata e li esamino come in un riassunto. Passando avanti si pensa all’indomani, quindi ai problemi da risolvere; mi piace considerare il letto come una tana dove ogni essere si riposa. Però a essere sincero, talvolta alcuni problemi mi tolgono qualche ora di sonno.”
Meta sarà la sua ‘meta’ finale?
“Sì, sarà la mia meta finale, almeno lo spero. Mi piace legare il mio nome alla scuola della mia città.”
       Ludovica De Martino, Francesca Testa, Giuseppe Starace, Mayra De Simone

 

mercoledì 4 luglio 2012

24 anni insieme: semplicemente grazie!


Una lunga e apprezzata carriera come dirigente scolastico. Dopo 24 anni trascorsi a Meta di Sorrento, Antonio D'Alterio abbandona la presidenza per raggiunti limiti d'età.

La nostra Redazione lo ha intervistato.

Caro Dirigente, cosa le mancherà di più della scuola? 

“Tutto quello che abbiamo fatto in questi 24 anni. Poi, cari ragazzi, nonostante come dirigente non abbia avuto un rapporto diretto con voi, vi ho seguito attraverso il racconto degli insegnanti. Sappiate che voi ragazzi siete il centro di tutto il nostro lavoro. Infatti i docenti concorrono alla crescita e alla formazione di voi alunni, vi aiutano a tirar fuori le competenze nascoste. Mi auguro che ogni insegnante, attraverso questo impegno, svolga il proprio lavoro con la dovuta onestà mentale e con grande impegno”. 
Come sono stati gli anni trascorsi in questa scuola?
“Meravigliosi, perché mi sono realizzato come professionista e come persona. Credo di aver svolto l’unica professione che potessi fare: guidare un gruppo di persone e vivere con loro il confronto quotidiano”.
Qual è stato il momento più bello vissuto in questa scuola?

“Non esiste un solo momento, ma tanti in cui ho potuto verificare l’impegno e le vere qualità dei ragazzi. L’ultimo momento che ricordo con immenso piacere è stata la manifestazione finale del PON Le ali della libertà”.

Lei è stato Dirigente anche a Cologno Monzese, ha notato differenze fra i ragazzi del Nord e quelli del Sud?
“Sì, ma a vostro vantaggio: siete più vivaci, più creativi e quindi più intelligenti. Ho verificato che con le difficoltà e con i sacrifici ci si forma in maniera più completa”.
Dal 1° settembre come organizzerà il suo tempo libero?
“Non so cosa farò, certamente dedicherò più tempo alla mia famiglia e a tutto ciò che ho inevitabilmente trascurato in questi anni. Devo dire che sono stato fortunato, perché la mia famiglia mi ha permesso di assolvere al meglio al mio ruolo istituzionale. Posso affermare che la mia forza è stata di avere alle spalle una grande famiglia”.
Quale eredità lascerà al nuovo Dirigente?
“Mi auguro che tutto quello che abbiamo costruito nel tempo resti un patrimonio comune aperto a tutti. Il lavoro del docente è ricco di sacrifici ma estremamente importante e delicato. I docenti sono il motore dell’attività didattica, essi seminano e il frutto si vedrà nel tempo. Raccogliere il prodotto di un seme, però, non è semplice, perché la pianta va coltivata”.
E ora qualche domanda più leggera, ma davvero lei tifa Milan?
“I bambini si appassionano alle squadre vincenti e quando ero piccolo il Milan era una squadra fortissima e pertanto la seguivo con passione. Crescendo, poi, ho tifato per la squadra della mia città e quando c’è stato Maradona ho seguito quasi tutte le partite del Napoli, sia in casa che in trasferta. In seguito a un episodio tragico, in cui ho constatato la follia del tifo, mi sono riavvicinato alla mia vecchia squadra. Comunque, oggi, tifo per entrambe le squadre”.

C’è una canzone che le piace particolarmente?

“Mi piace la canzone napoletana classica e la canzone italiana d’autore. Una canzone che amo particolarmente è “Le rondini” di Lucio Dalla”.
Grazie di cuore Dirigente D’Alterio, semplicemente grazie!


Simone Manzi, Chiara de Gennaro, Simone Soldatini, Lucia Cappiello, Giuseppe Starace e Giuseppe Maresca

domenica 22 maggio 2011

COLLETTA ALIMENTARE: UNA “SANA” INIZIATIVA

Abbiamo intervistato la dott. Clelia Russo per approfondire le conoscenze riguardo la "colletta alimentare", che ogni anno si fa a Meta e alla quale anche noi a scuola contribuiamo.  
Quando e come è partita l’iniziativa?
“L’iniziativa è partita nel 2009, su esortazione del Papa che nel messaggio per la Quaresima disse: incoraggio le parrocchie ed ogni altra comunità ad intensificare in Quaresima la pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l’elemosina. Questo è stato, sin dall’inizio, lo stile della comunità cristiana, nella quale venivano fatte speciali collette e i fedeli erano invitati a dare ai poveri quanto, grazie al digiuno, era stato messo da parte. Anche oggi tale pratica va riscoperta ed incoraggiata, soprattutto durante il tempo liturgico quaresimale. A questa esortazione del Papa anche la nostra piccola comunità scolastica ha voluto rispondere. Così alcuni genitori si sono voluti impegnare in prima persona nella raccolta di generi alimentari da consegnare alla Mensa Parrocchiale”.
A chi è rivolta la raccolta?
“Quanto raccolto viene consegnato al Responsabile della Mensa Parrocchiale del nostro Paese. In questa struttura ogni giorno vengono distribuiti tra i 25 ed i 30 pasti caldi ed inoltre ad essa fanno riferimento circa 80-90 persone a fine mese per poter ricevere qualcosa quando lo stipendio (se c’è!) non basta più”!
 In che periodo si fa?
“Ogni anno nel messaggio per la Quaresima, il Papa non manca di ricordare quanto sia importante l’impegno per gli altri.
Anche quest’anno, nel messaggio per la Quaresima 2011 è ritornato a sottolineare:…Nel digiuno, rendendo più povera la nostra mensa impariamo a superare l’egoismo per vivere nella logica del dono e dell’amore”. Così “la pratica dell’elemosina è un richiamo al primato di Dio e all’attenzione verso l’altro...”. Ecco quindi che ogni anno vogliamo tornare a riproporre a tutte le famiglie del nostro Istituto, questa “sana" iniziativa.
Questa era l’intervista a Clelia Russo una dei tanti  organizzatori della colletta.                                                                              
 La Raccolta 2011
Quest’anno i risultati sono stati come sempre soddisfacenti ma….possiamo fare di più!!!!

GENERE ALIMENTARE
QUANTITA'

KILOGRAMMI
LITRI
SCATOLE
CONFEZIONI





PASTA SPEZZATA
97,5



PASTA VARIA
30,5



LEGUMI SECCHI
11,0



LEGUMI IN SCATOLA
125,5



PELATI
122,5



ZUCCHERO
3,0



FARINA
3,0



RISO
6,5



SALE
26,0



OLIO DI OLIVA

23,0


OLIO DI SEMI

10,0


TONNO


168

CARNE IN SCATOLA


6

FILETTI DI SGOMBRO


2

PELATI POMI'



10
FAGIOLINI


1

MAIS


2

SUCCHI DI FRUTTA



2
FUNGHI


3

BISCOTTI



1
GRAN RAGU'


2

CAFFE'
0,5



LATTE
1,0




Ada Lisa Donno, Federica Parlato e Federica Mastro

lunedì 4 aprile 2011

Lavorare con passione: ecco il segreto di Mister Nello!

Il prof. Nello De Maio da alcuni anni insegna educazione motoria nella Scuola Primaria del nostro Istituto. Quest'anno segue le classi terze, quarte e quinte, grazie ad un progetto finanziato dal Comune di Meta.
Mister Nello vogliamo conoscerla meglio, ci può parlare un po’ di lei?
Vivo a Vico Equense, ho 39 anni e sono uno sportivo praticante.
Anche da piccolo  ha praticato sport?
Sì, per salute ho fatto ginnastica correttiva e da lì è iniziata la passione per lo sport.
Ha fatto sport anche a livello agonistico?
Sì, ho giocato a pallavolo in categoria B-1 in molte squadre; sono stato a Napoli, a Bari, a Sulmona e ad Avezzano.
Ha vinto gare?
Sì , ne ho vinte tante.
Da quanto tempo insegna attività motoria in questo istituto?
Da quattro anni.
Prima d lavorare in questo istituto ha lavorato in altre scuole?
Sì,  a S. Agnello per attività motoria nella scuola primaria e ancor prima ad Avezzano.
Le piace il suo lavoro? Perchè l’ha scelto?
Non c’è cosa più bella che trasformare una passione in lavoro e viceversa.
I bambini seguono con impegno le attività?
Con impegno ed entusiasmo.
Ha fatto anche altre professioni?
Sì, molti altri lavori. Ancora adesso in estate cambio lavoro.
Quali consigli può dare agli alunni?
Fare le cose con passione. Lo studio, lo sport, il lavoro… ogni impegno, fatto col cuore, riesce meglio.  Nello sport per migliorarsi bisogna fare le cose con gradualità e costanza, senza stancarsi mai e così è nella vita.    
Grazie Mister  per i suoi preziosi insegnamenti!
Bruno Castellano, Simone Soldatini, Antonino Ercolano, Dario Manfredi e Gaetano Gargiulo

mercoledì 2 febbraio 2011

Un raffinato gentiluomo alla guida della nostra scuola.

Incontriamo il Dirigente Scolastico.

Il dott. Antonio D’Alterio è il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Buonocore Fienga” di Meta.
Perché la scuola è stata intitolata “Buonocore Fienga”?
“Il nostro è un Istituto Comprensivo che ha unito due ordini di scuola:
- Antonino Fienga era un illustre medico filantropo di Meta e a lui era già intitolata la scuola media.
- Marzia Buonocore era una bambina di 8 anni purtroppo deceduta nel 1998. Successivamente fu deciso concordemente di intitolare a lei la scuola elementare e la scuola dell'infanzia, perché questo ordine di scuola non aveva un nome. La scuola appartiene a voi ragazzi e per valorizzare e porre al centro della scuola il bambino è stato dato il nome di una bambina”.
Da quanti anni svolge l’ incarico di dirigente? Da quando è qui a Meta?
‘’Sono dirigente dal 1984 e ho iniziato a Cologno Monzese (Milano) dove sono rimasto per quattro anni. E’ stata un’esperienza bellissima che ricordo con piacere e che mi ha formato molto, perché ho vissuto in un ambiente  diverso del mio e particolarmente stimolante.
Dal 1988 sono a Meta ed è stata una scelta di vita fatta col cuore’’.
Quali sono i compiti  di un dirigente?
“Armonizzare i rapporti tra il personale. Un dirigente deve avere la capacità di poter cogliere e valorizzare al massimo le capacità di docenti e alunni. Lo scopo della scuola è educare. Il processo educativo è un processo complesso e bisogna trarre, con opportuni interventi, la parte migliore di ogni suo elemento”.
Qual è stato il  caso scolastico più difficile vissuto a Meta ?
“L’aspetto più difficile che mi sono ritrovato  a fronteggiare è far comprendere che è necessario il rispetto fra alunni e  docenti e tra docenti e alunni. Talvolta devo intervenire per mediare comportamenti caratteriali che possono portare danno agli alunni. Non bisogna calpestare la dignità dei piccoli, ma  aiutarli a sviluppare la loro personalità”..
In che modo interagisce con i docenti e con i ragazzi ?
“Con i ragazzi è difficile interagire per mancanza di tempo. Con i docenti cerco di valorizzare le loro capacità parlando con il cuore e con la ragione. E’ importante parlare con le persone senza imporsi per ottenere da ciascuno il meglio”.
E con un dirigente simile sia gli alunni che i docenti, senza parlare dei collaboratori scolastici, si sentono apprezzati e compresi.
Virginia Romano, Chiara De Gennaro, Francesca Testa, Simone Manzi J