“Giubbotto
antiproiettile e… via in fondo alla
notizia.” Questo è il consiglio di Bruno Vespa ai tanti ragazzi presenti oggi al
Teatro S.Marco di Benevento per ritirare il premio vinto nel concorso “Fare il
Giornale nelle Scuole” bandito dall’O.d.G. Fra loro c’eravamo anche noi: i ragazzi del
PON di giornalino dell’I.C. Buonocore-Fienga di Meta. Alla presenza delle
massime autorità nel mondo del giornalismo, i piccoli redattori hanno ritirato
il premio emozionati, soddisfatti ma per
nulla intimiditi davanti a un microfono e alle telecamere. Dopo la foto
ricordo, ecco le loro riflessioni. Laura
Montefusco: “E’ stata una giornata indimenticabile e il momento più bello è
stato quando abbiamo ricevuto il premio.” Giorgia De Gennaro: “Una sola parola per
descrivere questa esperienza: magnifica. Un ricordo che porterò sempre nel mio
cuore.” Rosanna Cuomo: “L’emozione che
ho provato è indescrivibile e non la dimenticherò.” Flavia Ferraro: “ E’ stato bello salire sul
palco e ricevere un premio per il nostro TG, perché è stato premiato il nostro
duro lavoro e il nostro impegno. Spero di vivere ancora questa esperienza.” Anna Chiara Sansone: “Oggi ho capito che lo
scorso anno abbiamo realizzato un lavoro notevole con i nostri insegnanti e mi
sono sentita entusiasta e soddisfatta.” Ciro Parlato: “Sono rimasto stupefatto nel vedere che tanti ragazzi
coltivano la mia stessa passione: il giornalismo. Porterò quest’esperienza
fantastica sempre con me e spero di poterla ripetere.” Giuseppe Starace: “Un’esperienza significativa
che va sicuramente ricordata. L’XI edizione del concorso ha visto la nostra scuola premiata a seguito
di un lavoro veramente impegnativo. Questa giornata la ricorderò, però, anche
per l’opportunità di aver conosciuto ed incontrato tanti ragazzi dell’intera
nazione con lo stesso amore per il giornalismo.” Soddisfazione e gioia erano presenti
negli occhi e nei volti di ciascuno di noi. Un giorno da ricordare.
mercoledì 7 maggio 2014
mercoledì 3 luglio 2013
IC Buonocore-Fienga in onda con TG PON PRIMO BANCO
Una fucina di piccoli
talenti. Un Corso PON dal bilancio ampiamente positivo. Il corso di giornalismo ha introdotto ventisei
ragazzi, tredici delle classi quinte di Scuola Primaria e tredici di scuola
Secondaria di 1° grado, nell’affascinante mondo della comunicazione. Gli alunni
sono stati alle prese con telecamere, microfoni e block notes. Come in un
gioco, gli studenti si sono trasformati in aspiranti giornalisti tuffandosi nel
complesso meccanismo della notizia. Poi, impadronitisi della tecnica, si sono divertiti
a cercare notizie e a raccontarle. Hanno inoltre realizzato una serie
d’interviste a professionisti, sportivi e docenti che sono confluite non solo
nel giornalino web “Ragazzi on line” ma soprattutto nella realizzazione del “TG
PON Primo Banco” dell'Istituto Buonocore-Fienga. Guidati dalla docente tutor Giovanna Iaccarino e dall’esperto prof.
Pierluigi Fiorenza, i ragazzi, divisi in piccoli gruppi, hanno scelto i servizi
da realizzare, hanno scritto i testi dei lanci da studio per ciascuna notizia,
i commenti ai filmati e le notizie flash.
La cineoperatrice della Redazione,
Anna Elena Somma, ha effettuato le riprese delle interviste con costante
precisione. E poi il momento più atteso da ciascuno dei protagonisti:
registrare il tg nello studio di una emittente televisiva: Metropolis TV. Comprensibilmente
emozionati ma non condizionati dalle telecamere, i piccoli redattori sono
diventati speaker televisivi. I commenti lasciati dai ragazzi sono
inequivocabili. Ciro Parlato “E’ stata un’esperienza magnifica, ho registrato
un telegiornale e penso che occasioni come questa capitino una sola volta nella
vita!”; Giuseppe Starace: “Non immaginavo in alcun modo che questo mondo
potesse entrare in me e prendere tutto me stesso, rendendomi ogni giorno più
affascinato da ciò che apprendevo da chi ci guidava. Spero di rivivere
esperienze magnifiche come questa”; Mayra De Simone: “E’ stato emozionante
essere nello studio di registrazione, ma ancora più fantastico è stato vedere i
nostri compagni apparire sul piccolo schermo”; Laura Montefusco: “Sono molto
soddisfatta, io sono stata una dei quattro lettori del TG ed ero molto
preoccupata di sbagliare, ma ce l’ho fatta ed è stato bellissimo.”; Francesca
Testa: “E’ stato fantastico vedere il frutto di mesi di lavoro finalmente
completato e proiettato sullo schermo!”. Il 31 maggio scorso il TG è andato “in
onda” nell’Aula Magna della Scuola Media Fienga alla presenza del Dirigente
Scolastico, prof. Raffaele Russo, dei genitori dei Redattori, dei docenti e dei
compagni di scuola. Gli applausi e i consensi ricevuti al termine della
proiezione sono stati il meritato compenso per tanto lavoro.
Il TG è visibile sul
sito del giornale web http://www.buonocorefienganews.blogspot.it/
oppure su YouTube all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=pXcBOwnXl5c. La Redazione al completo è formata per la Scuola Primaria da: Rosanna Balzano, Rosanna Cuomo, Giorgia Pia De Gennaro, Ludovica De Martino, Flavia Ferraro, Camilla Migliuolo, Laura Montefusco, Pier Silvio Radice, Anna Chiara Sansone, Giulio Scarpati, Valentina Soldatini, Anna Elena Somma, Chiara Spartano; per la Scuola Secondaria di 1° grado: Angela Castellano, Lorenzo Castellano, Vincenzo Castellano, Lucio Cocorullo, Chiara Rita De Gennaro, Mayra De Simone, Antonino Ercolano, Carmela Rita Esposito, Gaetano Gargiulo, Ciro Parlato, Anna Scarpati, Giuseppe Starace e Francesca Pia Testa.
Il nostro mare: una risorsa da tutelare.
Facebook: istruzioni per l'uso.
Ogni
giorno, in tutto il mondo, si registrano migliaia di iscrizioni al sito di
questo Social Network che affascina i suoi iscritti con la sua vetrina di annunci,
foto, chat e tanto altro. Ma bisogna fare attenzione: i rischi sono tanti,
soprattutto per i minorenni.
Pier Silvio Radice, Anna Chiara Sansone, Giulio Scarpati
domenica 2 giugno 2013
lunedì 25 marzo 2013
Pasqua… e la simbologia nei dolci
Gustosa e luminosa, la Pasqua con i suoi colori strappa un sorriso a ogni bambino. Per questa festa vengono preparati molti dolci, alcuni tipici della nostra zona: la pastiera, il casatiello, la colomba e, per finire, l’amato uovo di cioccolato.
IL CASATIELLO si prepara per tradizione il Venerdì
Santo per ricordare la morte di
Gesù; sull’impasto vengono poggiate due o tre uova intere su cui sono
disegnate delle croci.
LA PASTIERA ha
ingredienti che hanno un significato importante: le uova, simbolo dell’eternità;
il grano, simbolo di nuova vita; i fiori d’arancio, simbolo della primavera.
Un altro dolce tipico è
la COLOMBA, un panettone chiamato così per la sua forma. Simbolo di pace, la colomba si caratterizza per la crosta croccante con le mandorle intere e la pasta morbida all’interno.
E infine il preferito
da tutti i bambini: l’UOVO di cioccolato
che simboleggia il dono. Questo viene regalato dai genitori ai propri figli ed
è simbolo di rinascita.
Anna
Elena Somma, Camilla Migliuolo, Rosanna Cuomo, Rosanna Balzano, Giulio Scarpati
mercoledì 20 marzo 2013
" La via della croce": intervista a Daniele De Martino
“La via della Croce” ripercorre
le tappe fondamentali della passione di Cristo.
La manifestazione che
si svolgerà il prossimo 25 marzo, lungo le principali strade di Meta, è entrata
nel cuore di tutti i cittadini della Penisola Sorrentina e dei tantissimi
turisti che vengono a villeggiare qui.
Con Daniele De Martino,
uno degli organizzatori de "La via della Croce", parliamo delle
difficoltà logistiche e organizzative.
Come mai la vostra
manifestazione si svolge ogni due anni?
“Essenzialmente per
motivi organizzativi ed economici. Infatti non è semplice per una piccola
associazione gestire una folla di personaggi, vestita rigorosamente in costumi
d'epoca, e cucirne gli abiti”.
Quali sono i momenti
salienti della manifestazione?
“Sono i quadri viventi
delle scene della vita di Cristo: l’Orto degli Ulivi, il Cenacolo, il Sinedrio,
il Pretorio, la Crocifissione, il Santo Sepolcro. Inoltre, quest'anno e per la
seconda, realizzeremo anche la
Resurrezione di Gesù”.
Siete in competizione con le altre processioni della
Settimana Santa?
“No. La nostra è la
riproposizione storica degli ultimi giorni di vita di Cristo. Inoltre diamo
grande spazio ai simboli della tradizione cristiana”.
“Più di centosessanta”.
Ci sono animali?
“Abbiamo i cavalli
montati dai soldati romani e i cani, cioè i mastini napoletani”.
Quanto tempo occorre
per preparare una scena?
“Occorrono tanto tempo
e passione. La scenografia più complicata è quella relativa al Pretorio. Comunque
cominciamo a montare i palchi il giovedì, cioè alcuni giorni prima della nostra
rappresentazione”.
Quali sono le finalità?
“Quella di far vivere gli
ultimi momenti della vita di Cristo e di riflettere sul suo significato umano e
religioso”, conclude Daniele De Martino.
Ludovica De Martino, Chiara De Gennaro, Mayra De Simone e Giuseppe Starace
domenica 10 marzo 2013
Un illustre metese Eduardo de Martino, uomo di mare e pittore
Eduardo de Martino nacque a Meta nel 1838 e si dedicò allo studio dell'architettura navale e alla costruzione di scafi in miniatura, riprodotti con gran cura del particolare, il che gli consentì di provvedere personalmente alla realizzazione dei modelli di navi che intendeva dipingere.
Condusse vita varia e cosmopolita. Fu in America Latina,
dove l'imperatore Don Pedro II di Bragança, estimatore dell'Italia, gli
commissionò una serie di dipinti di grandi dimensioni, a memoria degli scontri
navali durante la guerra del Paraguay. La produzione di quadri, tutti di ottima
qualità, è notevole tanto da consentirvi di guadagnare premi e medaglie sia
dalle accademie sia dallo stesso imperatore.
Partecipò all'Esposizione Generale di Belle Arti del 1870,
venendo premiato per due opere. In seguito si trasferì a Londra, lasciando in Brasile non meno di 343 quadri.
Lì lavorò a servizio della regina Vittoria d’Inghilterra e
acquistò molta fama, fino a diventare conosciuto in tutto il mondo. Mori il 21 maggio 1912.
venerdì 8 marzo 2013
8 marzo: Giornata internazionale della DONNA
8 marzo: FESTA DELLA DONNA. Un giornata speciale per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, ma anche le discriminazioni e le violenze che, purtroppo, le riguardano ancora in alcune parti del mondo.
Le origini risalirebbero al 1908, quando un gruppo di operaie dell’industria tessile Cotton di New York scioperarono per protestare contro le condizioni in cui lavoravano. Dopo alcuni giorni di conflitto con le maestranze, l’8 marzo il proprietario, per ritorsione, bloccò tutte le porte di uscita dello stabilimento. Quel giorno scoppiò un incendio che uccise 129 di loro. Successivamente questa data fu proposta da Rosa Luxemburg come giornata di lotta internazionale a favore delle donne. Secondo alcuni si farebbe in realtà confusione con un’altra tragedia verificatasi a New York, quando il 25 marzo 1911 morirono 146 lavoratori (per la maggior parte giovani donne immigrate dall’Europa) durante l’incendio della fabbrica Triangle.
L’8 marzo è comunque una data davvero rivoluzionaria. In quel giorno del 1917, a San Pietroburgo, le donne marciarono lungo le strade per il «Pane per la Pace», chiedendo a gran voce la fine della guerra e manifestando per i propri diritti. Evento che in Russia diede origine alla Rivoluzione di Febbraio, alla successiva destituzione dello zar e all’attribuzione del diritto di voto alle donne stesse.
Ma come mai la mimosa è diventata il simbolo di questa ricorrenza? Sembra che in Italia l’idea di eleggere il fiore a simbolo della ricorrenza sia da attribuire all’iniziativa risalente al 1946 delle femministe Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei le quali, venute a sapere che il vicesegretario del Pci Luigi Longo intendeva regalare nel giorno della ricorrenza tutta al femminile delle violette, suggerirono di cercare un fiore più povero e più diffuso nelle campagne. La scelta probabilmente fu dettata dalla stagionalità e da un fattore di gusto e di colore.
La Festa della donna quest’anno sarà all’insegna della prevenzione e della difesa della salute. Numerosi in tutta Italia sono, infatti, i progetti dedicati al benessere femminile.
La Redazione
giovedì 7 marzo 2013
ASSOCIAZIONE COLIBRI': un uccellino per la speranza.
Inizialmente
si appoggiava alle feste popolari e alle varie manifestazioni organizzate nella
Penisola Sorrentina, con bancarelle dove avveniva la vendita di prodotti di
ogni genere proveniente dai paesi più poveri. La costituzione effettiva dell’Associazione
avviene nel luglio del 2011. La finalità è di aiutare le persone che sono
costrette a comprare quello che serve per vivere con solo un euro a settimana e a costruirsi una casa
con elementi di fortuna o escrementi di elefante (fortunatamente per loro
inodori). Il Colibrì aiuta queste popolazioni dando loro aiuti “finanziari” per
cominciare un’impresa e dare lavoro a molte persone anziché dare soldi che poi
finiscono; tutto questo si chiama commercio equosolidale.
Un
altro modo con cui il Colibrì aiuta queste persone consiste nel farsi dare
dalle imprese, da loro fondate, prodotti che poi vendono a Meta e mandano
indietro il guadagno.
Qualche
mese fa una rappresentante dell’associazione è venuta nella nostra scuola e ci
ha parlato di quello che faceva la sua associazione e di come funziona il
commercio equosolidale.
Visto
che eravamo nel periodo natalizio, hanno anche chiesto ad alcuni alunni di
vendere i loro prodotti durante lo spettacolo della scuola.
Alla
fine hanno anche incassato circa 500
euro e la responsabile del Colibrì è venuta personalmente a ringraziarci
qualche settimana fa.
Abbiamo
anche intervistato i piccoli venditori che hanno contribuito a vendere i
prodotti.
Gli
incaricati sono stati alcuni alunni di ciascuna seconda: Fabio Arpino, Erika
Russo, Antonella Landi, Tommaso Indovino, Florinda Borriello e Annamaria
Iaccarino e per tutti l’iniziativa del Colibrì è stata una buona idea per
aiutare gli altri e divertirsi ed è stata un’ esperienza molto educativa.
Anche
le persone che hanno comprato sono state felici di dare il loro contributo per una giusta causa.
Lorenzo Castellano, Gaetano Gargiulo e
Antonino Ercolano
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